Oliviero Cassini: la protesta degli operai ex Wagon Lits è ancora sulla torre

15 February 2012 Leave a comment

Due mesi e una settimana sulla torre faro in Stazione Centrale a Milano. A tenere viva la protesta degli operai ex Wagon Lits è rimasto Oliviero Cassini.

La notizia sta via via sparendo dai giornali. E allora provo a riesumare questo blog un po’ negletto (colpa di quell’altro) per un bel pro-memoria.

Sul tema, uno speciale del Master Tobagi di qualche giorno fa.

[youtube http://youtu.be/C00z-66SsiA]

Abili e arruolati: su Bike Show TV spazio a paracycling e handbike

20 December 2011 Leave a comment

[update: purtroppo c’è qualche problema tecnico con i servizi, che risultano sfasati. Sarà comunque tutto corretto per le repliche!]

Bike Show Tv allarga gli orizzonti con ‘Abili e Arruolati’ la nuova rubrica in onda il martedì in prima serata.

“Abili e arruolati”, la nuova rubrica dedicata interamente al mondo del paraciclismo e dell’handbike.
Uno spazio per analizzare le gare e scoprire le storie di atleti tutt’altro che “diversamente abili”, veri sportivi sempre alla ricerca di nuove sfide.
Sarà anche una finestra sulle “altre olimpiadi”, in vista dell’appuntamento con le Paralimpiadi di Londra 2012.

Al timone troveremo il nuovo volto del Team Filippo Santelli affiancato da ‘Capitan’ Danilo Gioia che in ogni puntata ospiteranno atleti e tecnici in studio per raccontarci e raccontarsi alle telecamere di Bike show Tv le esperienze di gare e di allenamenti. Il programma è curato da Marco Bardella e Stefano Rizzato.

Martedì 20 Dicembre ore 21.00 verrà trasmessa la prima puntata: ospiti in studio GianLuigi Granellini e Alessandro Colombo che commenteranno i servizi sulle gare della scorsa stagione e ci faranno una panoramica sulle prossime competizioni previste per la stagione 2012.
L’appuntamento sarà poi rimandato a martedì 17 Gennaio ore 21.00 con le nuove puntate settimanali.

NASCE IL NUOVO CANALE MULTIMEDIALE: BIKE SHOW TV DIVENTA WEB TV SUL CANALE 29 DELLA PIATTAFORMA STREAMIT.IT
La piattaforma più importante, la vera WEB TV, dove gli appassionati di ciclismo potranno seguire il palinsesto televisivo di Bike Show Tv e gli appuntamenti importanti del ciclismo

Gita a Nosate, la cenerentola della provincia di Milano

Immersa nel Parco del Ticino e in una quiete quasi irreale, la più piccola cittadina della provincia di Milano è divisa dal Piemonte solo dal Naviglio

Con 689 abitanti, il piccolo comune in riva al Ticino cerca di resistere al problema della popolazione che invecchia e alle leggi che vorrebbero cancellarlo.
(Da MM di Novembre – scaricabile qui.)

Spunta dalla nebbia quando pensi di essere già in Piemonte. Ma anche Nosate, a suo modo, fa parte di Milano. È il più piccolo comune della provincia, con soli 689 abitanti. E anche quello più a ovest, 37 chilometri in linea d’aria dal Duomo. Una piazza, due chiese e quattro case, a due passi da Malpensa e nel parco naturale della Valle del Ticino.

A metà agosto sembrava destinato a sparire per decreto: una bozza di riforma per ridurre la spesa pubblica italiana – poi rientrata – aboliva tutti i comuni sotto i mille abitanti. Nosate sarebbe stato l’unico del milanese ad essere cancellato. «Ma è un centro che ha una lunga storia», racconta Giuseppe Leoni, autore del libro Nosate, la storia millenaria di un piccolo paese della riva sinistra del Ticino. «Le prime testimonianze parlano di un insediamento nel territorio di Nosate intorno all’anno Mille. E c’è un fatto curioso che pochi sanno: a ispirare Giovannino Guareschi per la figura di don Camillo è stato il suo amico Giuseppe Saibene, che fu parroco di Nosate per quasi quarant’anni. Era davvero uno di quei preti che faceva la guerra ai comunisti…».

Già nel 1866 e poi nel periodo fascista si parlò di unire il comune a Castano Primo, il paese confinante più grande. «Ma i nosatesi hanno sempre difeso la loro autonomia – spiega Leoni – e non se n’è mai fatto nulla. Più che con Castano, Nosate ha uno stretto legame con Turbigo, che si trova tre chilometri più a sud e oggi ha circa 7500 abitanti. Un paese che si è sviluppato in senso industriale e ancora oggi ospita una grande centrale termoelettrica, che alimenta Milano e l’hinterland». Nosate invece è rimasto solo residenziale. Con due bar, una trattoria, il panificio e il macellaio. «È un piccolo paradiso – dice Leoni – però sta invecchiando e negli anni ha perso due realtà importanti come l’oratorio e la scuola elementare, che è stata chiusa nel 1995. Unire Nosate a Turbigo sarebbe la cosa più logica, per modernizzare un po’ il paese. Che altrimenti resterà come una cascina, un’oasi tranquilla, ma con sempre meno giovani».

Dal punto di vista “sonoro”, definire Nosate un’oasi non fa una grinza. Specialmente per orecchie abituate al frastuono metropolitano, la quiete pare persino irreale. Nemmeno il vicino aeroporto dà troppo fastidio, visto che per ora gli aerei non passano sopra il centro del paese. I sentieri nel parco, il naviglio con la pista ciclabile, la piazza principale ben curata. «È davvero un paradiso», conferma Marina Garavaglia. Con la sorella Tiziana gestisce il “Binda Bici Bar”, un chiosco a due passi dal gioiello di Nosate: Santa Maria in Binda, una chiesetta di età longobarda che se ne sta in riva al fiume. «Abbiamo aperto un anno fa – racconta Marina – e offriamo anche il noleggio di bici. Soprattutto nel fine settimana, il naviglio si riempie di ciclisti dai paesi vicini. Io e mia sorella siamo nate e continuiamo ad abitare a Nosate: in fondo, c’è tutto quello che serve».

Più o meno la stessa musica si sente in Municipio. «Per quanto piccolo – dice il vicesindaco Danilo Colpo – il nostro è un paese che funziona. Altro che sprechi! Il bilancio è sempre in attivo. E non esiste burocrazia: ai cittadini basta citofonare a me o al sindaco». Già, i cittadini. Di giorno è persino difficile trovarne: chi lavora o studia è costretto a fare il pendolare. E in paese restano gli anziani. «I giovani – ammette il vicesindaco – iniziano un po’ a scarseggiare. Eppure i servizi ci sono: la posta, un ambulatorio medico, la biblioteca, lo scuolabus. È vero, mancano i supermercati e le banche, ma Turbigo è vicina, non siamo un paese di montagna isolato». Il massimo della criminalità è il furto di cotechini dello scorso Natale, «però ora sembra sia di moda la videosorveglianza – racconta Colpo – e c’è chi la vorrebbe anche qui a Nosate. Proveremo ad accontentarli, ma il nostro budget è limitato».

A proposito di budget, anche lo “stipendio” della giunta non è così cospicuo: «Sa quanto prendiamo? – rivela Francesco Cassano, assessore all’urbanistica – 55 euro lordi al mese. Il sindaco poco più di 500. E il Comune ha in tutto sei dipendenti». Anche se lavora come vigile a Turbigo, l’assessore Cassano è un appassionato sostenitore di Nosate: «Non è assolutamente un paese morto e le attività sportive e culturali riscuotono sempre grande successo. I nostri ragazzi sono pochi, ma si danno un gran da fare: hanno persino lanciato una Web radio». Si chiama FutuRadio Live e tra i promotori ci sono Simone Sarzilla, 19 anni, e Marco Pasquale, 25. «Trasmettiamo in rete da circa un anno – dice Marco – ma il gruppo esiste da molto più tempo. Nel 2005 abbiamo creato una compagnia teatrale, i FUORIdiTESTO, poi diventata un’associazione culturale». Anche Marco non cambierebbe Nosate con una grande città: «In un piccolo centro c’è un rapporto diverso tra le persone. Per divertirsi si può trovare tutto nelle cittadine limitrofe e con i nostri spettacoli siamo riusciti a fare cose coinvolgenti e interessanti anche in paese. Insomma, spero di restare qui. Lavoro permettendo…».

Anche per il comune le incognite non mancano. La nuova legge non ne prevede più la cancellazione, ma dalle prossime elezioni (nel 2014) Nosate dovrà comunque rinunciare alla giunta. Resterà solo il sindaco, come in tutti i comuni sotto la fatidica soglia di mille abitanti, e i servizi andranno gestiti insieme a uno dei vicini, probabilmente proprio Turbigo. Ma c’è un’altra battaglia da affrontare. Da tempo infatti Sea, la società (controllata dal Comune di Milano) che gestisce l’aeroporto di Malpensa, ha in cantiere una terza pista per lo scalo. «Per Nosate sarebbe un vero disastro», denuncia Maurizio Casati, assessore all’Ecologia. «Gli aerei in atterraggio e decollo passerebbero a bassa quota sul centro di Turbigo e Nosate. Addio quiete, insomma». Tra la pista vera e propria e i capannoni, Sea si prenderebbe 437 ettari di territorio. «L’impatto sul Parco del Ticino – avverte Casati – sarebbe tremendo: sarebbe cancellata una delle ultime brughiere rimaste nel sud Europa. Il progetto per ora è congelato, visto che il traffico di Malpensa è calato molto. Ma è meglio rimanere vigili…».

Anche se rischia di trovarsi gli aerei sopra i tetti, la cenerentola della provincia si riscatta con lo sport. Nosate infatti è la capitale del kettlebell, o ghiri sport, una disciplina ancora poco conosciuta, ma in crescita. Consiste nel sollevare più volte la ghiria, un peso tondo che sembra di palla di cannone con il manico: un attrezzo antico e popolare nell’ex Unione Sovietica. A portare questo sport in Italia ci ha pensato Oleh Ilika, un atleta ucraino che è uno dei pochi nosatesi di origine straniera. «È iniziato tutto nel settembre 2000. All’epoca facevo parte della federazione internazionale kettlebell, che cercava qualcuno per diffondere questo sport in Italia: avevo un amico a Turbigo e ho deciso di trasferirmi lì. Da quattro anni invece vivo a Nosate, dove i miei bambini possono andare in bici tranquilli».

Oleh dirige la federazione italiana ghiri sport e ha preso sul serio il suo compito. «Ho iniziato con esibizioni e gare locali – racconta – e poi mi sono impegnato molto per far conoscere questa disciplina. Nel frattempo lavoravo nella sicurezza, in discoteca e pure a San Siro, per le partite del Milan». Ora che sta prendendo piede, la ghiria è diventata un impegno a tempo pieno. «Viaggio in Italia e in Europa, per preparare i nuovi istruttori. E poi faccio il personal trainer: sono laureato in educazione fisica, è il lavoro per cui ho studiato». Da specialista, Oleh precisa: «Non è uno sport per supereroi. Il kettlebell è diverso dal sollevamento pesi: si lavora su ripetute e si allena la forza resistente. Ci sono ghirie di 4 chili: con cautela, le possono usare anche i bambini». A quarant’anni, Oleh gareggia e vince ancora. Agli ultimi mondiali, disputati ad ottobre, ha trascinato l’Italia al secondo posto di squadra. E Nosate esulta con lui. Vi sembra poco avere un campione del mondo in mezzo a 689 abitanti?

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NUMERI – L’età media è alta, il prezzo delle case basso

Senza dubbio è poco popolato. Però il territorio di Nosate non è così mini e la sua superficie sfiora i 5 kmq. Inutile fare confronti con Milano, un gigante di 182 kmq, però è interessante notare che la cugina Turbigo, che ha dieci volte più abitanti di Nosate, si ferma a 8,5 kmq. Insomma, il punto debole resta la carenza di popolazione. Quest’anno tuttavia potrebbe essere quello buono per superare quota 700 abitanti. Negli ultimi tempi infatti Nosate ha accelerato. Un boom – anche questo in miniatura – che ha portato il comune dalle 638 unità del 2006 alle 697 registrate a fine 2009.

Nel 2010 la crescita si è un po’ fermata, ma c’è stato il record di immigrati: ben 5 in un solo anno. Un bell’incremento, visto che in totale i nosatesi di origine straniera sono 34. Seguendo sulla strada di questi ultimi cinque anni, quota mille verrà raggiunta intorno al 2045. Ma sarà fondamentale contare sulla buona salute degli anziani del paese, visto che l’età media è piuttosto alta, 45,3 anni. Nella provincia, solo Cusano Milanino (45,8) e Bresso (45,7) hanno una cittadinanza più attempata. E i giovani tra 0 e 24 anni sono solo un quinto della popolazione di Nosate, mentre a Tribiano, un borgo a sud est di Milano che vanta l’età media più bassa della provincia (36,8), la fascia 0-24 rappresenta il 27 per cento del totale.

Insomma, servirebbe convincere qualche giovane coppia a trasferirsi in riva al Ticino. Per la verità, c’è un argomento che aiuterebbe la causa: un metro quadro edificabile a Nosate costa cinque volte meno che nelle zone più periferiche e meno ambite di Milano. Se a Nosate con 200 mila euro si può acquistare una villetta di 150 mq immersa nel verde, la stessa cifra a Milano basta a malapena per un bilocale nella più grigia periferia. In tempi di crisi, un dato non certo trascurabile.

 

57

29 November 2011 Leave a comment

Ora, i Radiohead in Italia saranno pure imperdibili.

Ma se non sai cosa farai di qui a 8 mesi, né dove, né se, né boh, spendere 57 euro adesso è insensato.

Almeno, sto cercando di convincermene.

Certo se i biglietti avessero un prezzo umano, sarebbe tutto più semplice.

 

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Il summit di Durban: un altro flop all’orizzonte?

24 November 2011 Leave a comment

climate change global warming“Working toghether – Saving tomorrow today”. Il motto del nuovo summit dell’Onu sul cambio climatico è carico di ottimismo. Lavorare insieme. E cambiare oggi il domani. Un auspicio che aveva accompagnato anche le edizioni recenti del vertice – Copenaghen nel 2009 e Cancun lo scorso anno – ma aveva poi lasciato spazio solo alla delusione. Comunicati congiunti, dichiarazioni di intenti, strette di mano e sorrisi per le telecamere. Impegni concreti: zero.

Il summit impegnerà negoziatori di 190 Paesi dal 28 novembre fino al 9 dicembre. A caricare di aspettative l’incontro non è solo la serie di delusioni accumulate negli anni precedenti, ma anche gli avvertimenti degli scienziati sul riscaldamento globale. Il 2010 è stato un anno record e senza un quadro vincolante globale per l’impegno sull’ambiente – dicono gli esperti – ci attende un mondo a quattro gradi in più entro la fine del secolo. Con conseguenze difficili anche solo da immaginare.

Un quadro di impegni globali, pur non vincolante, è stato già fissato nel 1997, con il protocollo di Kyoto. Un trattato che per molti versi è già diventato obsoleto: oltre agli Stati Uniti, che hanno sempre rifiutato di aderire, va tenuto conto che anche paesi ex-emergenti e nuove potenze come Cina, India e Brasile non furono vincolati dagli impegni di Kyoto, proprio per non porre un freno al loro sviluppo economico. Il risultato è che ad essersi impegnati in questi anni per il contenimento del cambio climatico sono state principalmente le nazioni europee. Che però sono responsabili di circa l’11 per cento delle emissioni.

Per altro il primo periodo di impegni previsto da Kyoto si chiude nel 2012, a vent’anni dall’Earth Summit di Rio de Janeiro: una scadenza che rende ancor più cruciale il summit di Durban. Tuttavia, il rischio che anche quest’anno i veti incrociati abbiano il sopravvento è molto alto. Molti Paesi – compresi Giappone, Russia e Canada – rifiutano di firmare nuovi impegni che non riguardino le due maggiori economie, Stati Uniti e Cina. Anche l’Europa chiede una “road map” che impegni tutte le grandi economie, un piano globale che potrebbe entrare in vigore tra il 2015 e il 2020.

Come se le complicazioni diplomatiche non bastassero, mentre scorre il conto alla rovescia sul sito ufficiale del summit, è spuntato un nuovo “ClimateGate”. Secondo la stampa inglese, uno o più hacker celati dietro il nickname “Foia” avrebbero avuto accesso ai server della Climatic Research Unit dell’Università della West Anglia, rilasciando in rete un file contenente oltre 5mila messaggi interni. Tra questi – ma la Cru ha già smentito – ci sarebbero anche email che rivelerebbero il tentativo di alcuni scienziati di estremizzare le conseguenze del riscaldamento globale anche in assenza di prove concrete. Quando si dice messaggi scottanti…

(pubblicato oggi su La Sestina)

Manifestazione per la riapertura del Vigorelli (20 novembre)

21 November 2011 Leave a comment

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Eppure era così ovvio…

Possibile che nessuno ci avesse fatto caso?

L’unica copertina con una foto della band. E Stipe saluta.

Se ne parla in un’intervista molto bella che potete leggere qui.

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